Il Museo Ettore Fico di Torino e la casa editrice Lo Scarabeo hanno dato vita ad una coraggiosa e innovativa esposizione, unica nel suo genere, dal titolo “TAROCCHI dal Rinascimento a oggi”, visitabile fino al 14 gennaio 2018.

Il catalogo della mostra “TAROCCHI dal Rinascimento a oggi” edito dalla casa editrice Lo Scarabeo è un libro che merita di essere acquistato, ricchissimo di capitoli decisamente esaustivi, scritti con molta competenza, sul mondo dei tarocchi.

La pubblicazione di questo libro mi offre lo spunto per parlare dei vari punti di vista e degli svariati studi esistenti sui tarocchi, così da fornire al lettore una panoramica complessiva di questo mondo affascinante.
Vorrei cominciare parlandovi del capitolo a cura di Riccardo Minetti, Redattore Capo della casa editrice Lo Scarabeo, un uomo di altissima competenza, cultura, preparazione e professionalità che per questo libro ha scritto il capitolo dedicato alla CREAZIONE DI UN MAZZO DI TAROCCHI.

Nelle culture di tutto il mondo è facile ritrovare due impulsi distinti e contrapposti.
Il primo è l’istinto conservatore, che difende la stabilità, mentre il secondo è una pulsione progressista rivolta la cambiamento.
Si tratta di due forze presenti all’interno di ogni società e di ogni cultura, che spesso coesistono nella personalità di ogni individuo.
Quando si ragiona su come creare un nuovo mazzo di Tarocchi queste due tendenze prendono il nome di tradizione e evoluzione: sono le due muse da cui ogni creatore di Tarocchi deve trarre ispirazione.
Ogni anno vengono pubblicate decine di nuovi mazzi di Tarocchi, questo è possibile proprio perché i Tarocchi non rispondono a un singolo canone, quanto a un insieme di concetti mediati dalla percezione personale degli autori e dei lettori. In un certo senso ogni mazzo di Tarocchi, antico come moderno, incarna la cultura che lo ha generato: il simbolismo del Rinascimento, l’iconologia seicentesca, l’Illuminismo del Settecento, il Positivismo del primo Novecento, la New Age del tardo Novecento, fino alla cultura “social” dei millennials: solo evolvendo costantemente gli Arcani possono rispecchiare le esperienze, i dubbi e le convinzioni dell’uomo moderno.

Quando si crea un mazzo di Tarocchi, è necessario conoscere, rispettare e amare la tradizione, impegnarsi per dare un’anima alla propria creazione, un qualcosa di ineffabile e genuino, che possa entrare in risonanza con l’anima di uno, cento, mille lettori sparsi in sei continenti, diversi per età, genere, cultura, religione e personalità.
Proprio per questo, non è possibile creare un nuovo mazzo senza tener conto della soggettività: ogni immagine, ogni simbolo, ogni elemento strutturale del mazzo devono essere considerati come un seme capace di sbocciare nell’intuizione di qualcuno.
Per ottenere questo risultato, occorre tener presente alcuni aspetti:
– la riconoscibilità: è sempre opportuno che un lettore medio sia in grado di riconoscere un Arcano con un semplice sguardo.
– la semplicità: l’arte dei Tarocchi deve cercare di esprimere in ogni carta un solo concetto profondo, piuttosto che molte cose in forma superficiale.
– la coerenza: le immagini, tematicamente, artisticamente e come soggetto, devono essere coerenti tra di loro.

Normalmente, la creazione di un mazzo di Tarocchi è affidata a un team creativo di due persone: uno sceneggiatore e un artista.
Questo primo capitolo del libro illustra quanto lavoro c’è dietro alla costruzione di un mazzo di Tarocchi, un lavoro che tiene conto, prima di ogni cosa, delle persone e che è un lavoro straordinario.

By | 2017-12-13T13:29:33+01:00 Dicembre 13th, 2017|Senza categoria|0 Comments

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